Green Dev. | PAES – Approfondimento
2008
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PAES – Approfondimento

Come è composto il PAES?

Conosciuto anche come SEAP – Sustainable Energy Action Plan, il PAES si compone dei seguenti elementi:

  • il bilancio energetico comunale (energia consumata per settori e per vettori energetici);
  • il bilancio delle emissioni di CO2;
  • la mappatura delle inefficienze energetiche (es. zonizzazione energetica del parco edilizio);
  • la mappatura e la sfruttabilità delle fonti energetiche rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, biomasse, geotermico);
  • la costruzione del cronoprogramma 2011-2020 con l’individuazione delle azioni pubblico-private necessarie per diminuire di almeno il 20% le emissioni di CO2 dell’intero territorio comunale.

Il piano, inoltre, prevede di:

  • analizzare i consumi energetici del settore pubblico (illuminazione pubblica, edifici e impianti di cui è responsabile l’ente pubblico, etc.)
  • trovare i metodi più idonei per favorire l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili da parte dell’amministrazione comunale.
Delibera
Redazione
Verifica
Approvazione

Perché è importante il PAES?

L’instabilità del prezzo dei prodotti petroliferi e l’acuirsi dell’effetto serra causato dall’utilizzo degli idrocarburi, spingono sempre più verso una nuova e consapevole coscienza (e conoscenza) ambientale, nella direzione di quella che molti definiscono come una vera e propria “rivoluzione energetica”. Le risorse energetiche rinnovabili, le protagoniste di questa rivoluzione verde, rappresentano un’evidente opportunità etica, sociale e ambientale. Il loro utilizzo non pianificato, al contrario, può tradursi in un rischio sia in termini di perdita di ecosistemi naturali che di sfregio del paesaggio, qui inteso come espressione e voce dell’identità locale. E’ nella direzione di una programmazione ragionata degli interventi che punta la pianificazione energetica. Questa disciplina considera, in primis, le caratteristiche proprie del contesto territoriale, sia in termini di criticità (consumi energetici obsoleti) che di potenzialità (presenza e sfruttabilità di fonti rinnovabili). Il fine ultimo è quello di coniugare l’opportunità di sviluppo offerto dalle fonti energetiche rinnovabili con le peculiarità del territorio, cercando di mantenere la naturale vocazione delle risorse ambientali presenti.

La scelta di puntare su una politica energetica sostenibile, fatta di risparmio e di sviluppo delle rinnovabili, offre numerosi vantaggi. In primis, benefici ambientali, in quanto la diminuzione dell’uso dei combustibili fossili, si traduce in una riduzione sia dei gas climalteranti responsabili dell’effetto serra, che degli inquinanti atmosferici, particolarmente nocivi per la salute umana (le polveri sottili sono responsabili, secondo l’OMS, di circa 300.000 morti all’anno). Inoltre, un’auspicabile “rivoluzione verde” a livello locale, può determinare molteplici benefici economici. Vantaggi diretti e tangibili, come la diminuzione della spesa energetica degli enti locali e delle famiglie che questi amministrano, oltre che un’integrazione al reddito grazie all’energia prodotta. Vantaggi indiretti ma altrettanto positivi, dovuti alla nascita, o alla riconversione delle strutture produttive tradizionali nei nuovi settori della cosiddetta green economy (produttori e installatori di pannelli fotovoltaici, di collettori solari, di cappotti isolanti, etc.). Una nuova cultura energetica, di conseguenza, può rappresentare la via più rapida per uscire dalla crisi economica, oltre che diventare un’alternativa produttiva dal “fiato lungo”, fatta di energia prodotta e gestita in situ.